Antonella Sala: da HARPER’S BAZAAR ITALY a TrendforTrend
L’ho conosciuta occasionalmente su Linkedin, il sito per eccellenza di chi vuole mettere in mostra le proprie qualità lavorative. Ho iniziato a collaborarci per lavoro per alfemminile.com e poi per tuttacolpadellamoda.wordpress.com. Così ho deciso d’intervistare una delle protagoniste di TrendforTrend, il sito di still life di moda dove si può curiosare quello che è trend per stare alla larga da ciò che è out. Antonella Sala però è anche una professionista nell’ambito fashion. Leggete l’intervista per scoprire qualcosa in più di lei e cercar di seguire le sue orme. Di sicuro capirete che il mondo della moda è tutt’altro che facile e che cambia a seconda di che quale contenitore si utilizza.
Nella foto Antonella Sala con Gianpaolo Barbieri
Iniziamo da una delle tue prime esperienze lavorative in HARPER’S BAZAAR ITALY. Qual è stato il tuo impatto in una delle redazioni di moda più importante del mondo?
L’inizio è stato fantastico: erano gli anni ’80 e il mondo della moda viveva in un periodo d’oro: grandi fotografi, grandi stilisti, alcuni emergenti a quell’epoca, frequentavano tutti la redazione. Si respirava una atmosfera di grande entusiasmo, si lavorava moltissimo, a volte fino a notte fonda per scegliere tra migliaia di diapositive la foto più bella. Internet non esisteva e tutto si faceva con carta, penna e forbici. Ho lavorato con i più noti fotografi quali Bruce Weber ,Bob Krieger, Gianpaolo Barbieri, Michel Comte, Albert Watson ed altri; e con i maggiori creativi e PR dell’epoca quali Nando Miglio e Grazia Gay. Questo periodo è stato fondamentale nella mia formazione professionale e per lo sviluppo di nuove successive esperienze lavorative.
Ormai Vogue in ogni sua lingua ha preso il sopravvento. Pensi che sia una questione di qualità e di contenuti o è una semplice conseguenza del processo media che hanno attuato personaggi come Carla Sozzani, Carine Roitfeld e la “mitizzata” Anna Wintour?
Credo sia un mix delle due cose: Vogue era già un mito allora, soprattutto Vogue America , pensa solo alla mitica Diana Vreeland. Le altre testate del gruppo, soprattutto quelle dei paesi emergenti, prime fra tutte l’edizione russa, sono venute dopo ed hanno confermato che qualità, creatività e contenuti, uniti a professionalità ed a un grande lavoro di team, premiano sempre. Sono sempre stati fra i primi, come Vogue Italia e Vogue Francia, hanno sempre investito sulla loro immagine, sono stati e sono bravi. Porto ad esempio Vogue Russia di cui ho visitato la redazione a Mosca nel 2009 dove si respirava la stessa aria che c’era a Milano nelle redazioni dei giornali negli anni ‘80/’90. Ora qui c’è un poco di stanchezza ed è un peccato perché il nostro talento creativo è sicuramente tra i migliori nel mondo, ma non sappiamo “fare squadra” e ci disperdiamo e perdiamo incisività.
TrendForTrend, un progetto che aiuta i fashion editor ma che mette anche in risalto i prodotti di chi non conosce proprio tutti i brand. Come nasce questa idea? Come funziona?
Io sono curiosa di natura e questo nuovo grande mezzo di comunicazione, la Rete, mi ha da subito affascinata. Il WEB è una grande opportunità per il mondo della moda che stenta, soprattutto in Italia, a comprenderne le enormi potenzialità ed utilità nel lavoro quotidiano. L’idea è frutto di tutte le mie esperienze passate: Harper’s Bazaar in primo luogo, ma anche l’agenzia creativa ART WORK ALAS che avevo fondato insieme ad altri 2 soci e che per anni ha collaborato alla creazione delle campagne pubblicitarie dei più noti Brand del Made in Italy quali Agnona, Annabella, Genny, Byblos, Gucci, Marzotto, Miroglio, Missoni, Basile, Soprani, Lycra, Simonetta Ravizza per citarne alcuni. Più di recente la mia collaborazione con Simonetta Ravizza nel cercare di penetrare il mercato russo dal punto di vista dell’immagine mi ha fatto concretamente realizzare che c’è spazio per una piattaforma dove i Brands da una parte ed i Team Editoriali dall’altra possono incontrarsi, aiutandosi reciprocamente ad allargare i propri orizzonti: i primi avendo la possibilità di avere le immagini dei propri prodotti pubblicate in mercati altrimenti difficilmente raggiungibili; i secondi dando ai propri lettori, con semplice “click” informazioni sempre più varie ed aggiornate, ed in tempo reale, sui prodotti dei Brands più noti e meno noti che operano in tutto il mondo. Le riviste, al di là della logica dello scambio redazionale/pubblicità, devono comunque fare informazione ed il mercato è molto vasto e deve essere affrontato in modo adeguato. Inutile arrabbiarsi con i Bloggers che “bruciano” le notizie in tempo reale, “postando” i loro servizi direttamente dalle sfilate sul loro blog; sono una realtà di cui bisogna tenere conto, con cui trovare forme di collaborazione. Insomma, l’imperativo è sempre quello di fare e di dare informazione, sfruttando al meglio gli strumenti a disposizione e la Rete è un formidabile strumento. In questo contesto, si inserisce TRENDFORTREND, che consente di realizzare al meglio e con efficienza ed in ogni momento, detto scambio tra Brands e Team Editoriali di tutto il mondo . E’ sin superfluo sottolineare per entrambi tali protagonisti del mercato della moda il risparmio in termini di costi e di maggiore efficienza.
Il sito internazionale Polyvore è diventato un mezzo per poter dar vita al proprio stile (o alle proprie idee) per chi non ha un vasto guardaroba a disposizione. Cosa ne pensi di questo fenomeno? Ti consideri un competitor come TrendForTrend?
Il sito Polyvore è interessante e molto divertente, ma non lo considero un competitor poiché operiamo su due piani completamente diversi.
Con tutti i siti di e-commerce che nascono di giorno in giorno, non hai mai pensato di trasformare questo progetto TrendForTrend da metodo di ricerca a un vero e proprio negozio online?
No direi di no, è quello che tutti ci chiedono, ma TrendForTrend intende mantenere la “mission “di offrire un servizio che aiuti i Brands a far conoscere i propri prodotti in tutto il mondo ed ai Team Editoriali di aiutarli nel loro lavoro di ricerca di immagini da pubblicare. Naturalmente, tale “mission” svolge comunque anche una importante funzione di marketing: il sito è aperto e consultabile per chi cerca un particolare accessorio/colore/forma può disporre cosi di una ricerca unica nel suo genere. Capita sovente che ci contattino aziende che hanno visto dei prodotti di un determinato brand sul nostro sito e che ci chiedano di fare da tramite per contattare l’azienda produttrice per attivare un rapporto commerciale. TrendForTrend è una bella vetrina.
Ormai internet è il mezzo più utilizzato sia nel lavoro che nel tempo libero. Pensi che abbia aiutato o ha reso tutto più “commerciale” e alla portata di tutti?
Come tutte le grandi “rivoluzioni”, penso che molto dipenda dall’uso che di Internet viene fatto: ha sicuramente semplificato per alcuni aspetti le nostre vite, aiutato ad abbattere barriere e confini in molti campi. E’ necessario, però, un uso intelligente di Internet, poiché il rischio è quello di impigrirsi ed invece è necessario essere sempre attenti ai dettagli che , specie nella moda, sono fondamentali .
Blogger e bloggerine sono il nuovo fenomeno dell’era 2010. Cosa pensi di questi siti che si basano sullo streetstyle? Pensi che una Chiara Ferragni possa essere considerata l’icona di moda del nuovo millennio?
Sono un fenomeno interessante al pari con i tempi che viviamo; peraltro, da qui a diventare “icone”, mi sembra che la strada da percorrere sia molta, ma alcune sono molto brave ed intelligenti per cui vedremo!
Cos’è cambiato nel sistema moda da quando hai iniziato a lavorare?
Tantissime cose sono cambiate, come sempre alcune in bene altre in male: c’è meno entusiasmo e più “mestiere” e questo nuoce alla creatività, ma le cose credo stanno cambiando ancora ed in fretta Ad esempio, le stagioni non esistono quasi più, sicché ha ancora senso fare la collezione primavera/estate e quella autunno/inverno ? La moda deve trovare nuove strade, poiché era diventata troppo autoreferenziale mentre il mondo è diventato più grande e più complesso e, paradossalmente, anche più piccolo proprio in conseguenza di strumenti come Internet. Guarda anche i giornali, un tempo avevano un Target di riferimento del loro pubblico molto preciso, soprattutto per le fasce di età, ora questo non esiste più, la mamma usa le cose della figlia e viceversa, ognuna interpretandola con la sua personalità, sicchè è diventato molto difficile riferirsi a questa o quella fascia di pubblico. Bisogna, quindi, capire quale è il modo migliore per muoversi e TrendForTrend è uno strumento di grande aiuto.
Siamo donne che lavoriamo nella moda. Qual è l’accessorio o il capo a cui non puoi rinunciare? Come mai?
Non ho un vero capo a cui non posso rinunciare, ne ho una serie che amo moltissimo, direi che mi innamoro di volta in volta di un particolare capo che diventa il mio “must” per quell’anno , ultimamente faccio follie per le scarpe…… Devo però sempre indossare delle perle , ne ho una vera collezione iniziata fin da giovane, quando tutte le mie amiche consideravano le perle assolutamente fuori moda.
