100 anni di reggiseno

A balconcino, senza ferretto, sportivo, push-up. Il reggiseno, l’indumento femminile per eccellenza, quello che oggi diamo quasi per scontato come una sorta di estensione del nostro corpo, compie cent’anni.

Se oggi il mercato propone una grande varietà a seconda delle esigenze fisiche ed estetiche di ogni donna, le nostre antenate lo vivevano da un lato come costrizione, dall’altro come rivoluzione del corpo, modifica della linea e della sensazione della propria femminilità.

L’idea che oggi abbiamo della lingerie è molto distante dai capi intimi che indossavano prima degli inizi del ‘900.

Se andiamo in ordine cronologico, il corsetto è il suo ultimo predecessore: era una sorta dibusto con stecche di balena che aiutava amodellare la reale silhouette femminile a seconda delle mode dell’epoca.

La più celebre silhouette “modificata” fu quella proposta dal primo stilista della storia dellamodaCharles Worth, che nell’Inghilterra dell’800 propose con i suoi modelli una donna dalla vita da “vespa”, stretta (o costretta) all’interno del busto.

Per quanto riguarda il reggiseno per come lo conosciamo oggi, fu l’ereditiera americanaMary Phelps Jacob, nipote di Robert Fulton, a inventarlo, proprio per rispondere a una semplice e banale esigenza: poter indossare un abito molto scollato e trasparente senza mostrare il corsetto sottostante.

La giovane dichiarò: “non posso dire che il reggiseno cambierà il mondo come il battello a vapore del mio antenato, ma quasi”. Questa curiosa affermazione, rilasciata nel 1912, ha in sè un po’ di verità: in fin dei conti la prima forma “ergonomica”, che modellava il corpo femminile senza costringerlo, fu proprio quella ideata dalla ragazza americana.

Dopo gli anni di scetticismo nei confronti delreggiseno, su tutte Greta Garbo, che cercava di appiattire le forme per rispondere all’ideale femminino della garçonne, questo capo intimoha il suo boom storico negli anni ’50decennioche coincide appunto con una sihouette morbida e generosa.

A promuovere la moda del reggiseno è la scoperta dei tessuti sintetici, in particolare della lycra, materiale che permetteva linee più comode a un prezzo popolare, accessibile a tutti, tresformando così il regiseno stesso in unprodotto democratico.

Con l’arrivo degli anni ’60, con la figura androgina alla Twiggy e le manifestazioni del ’68, il reggiseno diventa un capo superfluo, addirittura simbolo della femminilità sottomessa al potere maschile, bruciato in piazza come segno di contestazione.

La grande rivoluzione, in fatto di forme, arriva negli anni ’90, quando Wonderbra mette in commercio il push-up, un reggiseno che riesce a regalare fino a una taglia in più grazie a una morbida imbottitura intergrata alla coppa.

Un antenato dell’attuale super push-up che aiuta a “modellare”, “schiacciare” o “tirar su” ilseno ponendolo in primo piano soprattutto se si sceglie una scollatura vertiginosa.

Il modello realizzato dalla casa Wonderbra è diventato talmente popolare che il push-up oggi viene chiamato anche con il nome del marchio.

Il reggiseno iconico per eccellenza rimane quello di Madonna, indossato negli anni ’90durante il Blond Ambition Tour e realizzato per lei dallo stilista Jean Paul Gaultier.

In particolare, lo stilista aveva disegnato un corpino con lacci laterali caratterizzato da dellecoppe a forma di cono. Un modo ironico per citare i reggiseni da maggiorata di una volta, riletti in chiave quasi bionica, per liberarsi delle polemiche del passato e celebrare unafemminilità esagerata, irriverente.

Questo modello rimane tutt’ora invariato, soprattutto se si pensa alle attuali collezioni diJean Paul Gaultier o alla sua linea esclusiva per La Perla.

Oggi il reggiseno ha assunto varie forme e viene prodotto in diversi tessuti a seconda delle esigenze: sportivo con materiali tecnici per resistere alla pressioni esterne, in lycra per maggior comfort, in pizzo per chi considera lalingerie un indumento sexy o in cotone ecologico, per chi è attenta all’ambiente.

Non mancano poi le evoluzioni delle coppe, in silicone, imbottite con poliestere, olio, aria, tutte varianti per continuare, con moderne tecnologie, a fare quello che il reggiseno ha sempre fatto, ridurre o esaltare, nascondere o mostrare il corpo della donna, e la parte femminile per eccellenza, il seno.

Per ricostruire la storia del ruolo delle donne, del loro corpo e delle loro libertà perdute o conquistate, basta ripercorrere la storia di ciò che indossano, del reggiseno soprattutto.

Pubblicato su alfemminile.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 58 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: